PRODOTTI TIPICI CARNI E INSACCATI

PROSCIUTTO DI SAN DANIELE
Dal colore rosato e rosso nella parte più magra, bianco nella parte grassa, dal gusto dolce e dall’aroma caratteristico, questo prosciutto risale all’usanza dei celti di conservare le carni con il sale.
I romani ne hanno affinato la tecnica successivamente.
Le carni provengono da 10 regioni italiane, ma è lavorato esclusivamente nel territorio del comune di San Daniele nel Friuli.
Il prosciutto di San Daniele, nell'ambito della disciplina della Dop, è contrassegnato da un marchio a fuoco inconfondibile che, essendo apposto alla fine della lavorazione sotto la stretta sorveglianza del Consorzio, garantisce tutti i requisiti e i controlli previsti dalla legge e, con essi, lo standard produttivo e qualitativo del prosciutto. Il marchio finale, tuttavia, è solo la parte terminale di un lungo processo di certificazione, che lascia sul prosciutto, a ogni passaggio, la "firma" del produttore che garantisce la standardizzazione dei requisiti che gli competono.
Si incomincia con l'allevatore, che appone uno speciale tatuaggio su entrambe le cosce del suinetto, con il proprio codice di identificazione e una apposita codifica che fissa il mese di nascita dell'animale. Si prosegue con il macello, che collauda ogni singola coscia fresca rifilata, apponendovi un timbro a fuoco che lo identifica permanentemente (altro codice). Troviamo poi la sigla Dop, accompagnata dalla data per esteso del giorno, mese ed anno di inizio della lavorazione, in base alla quale possiamo sempre stimare la stagionatura del prosciutto. E, infine, il marchio che reca a sua volta il codice di identificazione del prosciuttificio presso il quale è stata effettuata la lavorazione.
PETUCCI E BRUSAULA Tutte le specialità valcellinesi (Zona di Pordenone , Barcis) si possono gustare nell'ampio ventaglio di alberghi e ristoranti nonché malghe e agriturismi della zona Tra le offerte più tipiche troviamo un'ampia gamma di affettati, che culminano nella tipica "petuccia", un insaccato di pecora brevettato in Valle, e nella " brusaula ", ossia carne secca di camoscio.