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lungo i secoli la fortuna e lo sviluppo. Posta a ridosso dell’ampio giro di colline moreniche che preludono all’innalzarsi delle Alpi, Udine intercetta la vie internazionali che collegano l’Italia al Nord e all’Est dell’Europa. Che fosse un luogo ospitale già in epoca remota, lo afferma l’archeologia: la scoperta di diversi frammenti ceramici databili al II millennio a.C. indica con chiarezza che la zona, a quel tempo, era abitata. Con i dati attualmente a disposizione degli studiosi, non è possibile fornire un’indicazione plausibile sulla consistenza numerica degli antichi abitanti del sito; pare certo, tuttavia, che essi praticassero, per il sostentamento della comunità, alcune primitive attività artigianali.
Ben più consistenti sono le tracce lasciate in Udine dalla civiltà Romana. Intorno al I secolo a.C., infatti, fu eretto sul colle, punto di notevole rilievo strategico, un "CASTELLUM", vale a dire un posto fortificato di vedetta: le sentinelle romane, da quella stazione sopraelevata, controllavano agevolmente i grandi spazi della pianura friulana, ed in particolare le vie che da Aquileia - allora centro urbano e commerciale più importante del Friuli - conducevano verso il Nord.

Le frequenti invasioni dei popoli barbari, che segnarono la rovina dell’Impero Romano, condussero le antiche istituzioni alla decadenza, ma non all’estinzione, poiché parte del patrimonio di civiltà maturato dai Romani sopravvisse grazie alla tenacia delle comunità cristiane, saldamente aggrappate alle proprie tradizioni: tali comunità andavano diffondendosi sempre più velocemente, nel corso dei primi secoli dopo Cristo.La comunità cristiana di Udine sfuggì alle incursioni dei predoni rifugiandosi sul colle: qui nel V - VI secolo d.C., fu fondata la chiesa oggi intitolata a SANTA MARIA.

In seguito, Udine accrebbe d’importanza con l’instaurarsi del dominio Longobardo (568 d.C.): l’antico castello costituì, insieme a numerosi altri colli fortificati sparsi sul territorio friulano, una potente linea difensiva, la quale avrebbe dovuto proteggere i duchi longobardi dalle incursioni dei loro nemici.Sconfitti gli antichi conquistatori dai Franchi di Carlo Magno, il potere sulle terre del Friuli passò quindi dal Regno Longobardo a quello del Sacro Romano Impero d’Occidente (VIII secolo d.C.)Il primo documento in cui appare citata la città di Udine risale al 983 d.C.: si tratta di un atto siglato dall’Imperatore Ottone II, con il quale il monarca donò il castello (e quindi il borgo intero) di "Udene", insieme ad altri quattro castelli situati nelle vicinanze, al Patriarca d’Aquileia, Rodoaldo.L’ascesa politica del Patriarcato d’Aquileia, uno dei più importanti dell’antica Cristianità, fu sancita nel 1077 dall’imperatore Enrico IV, il quale riconobbe al Patriarca Sigeardo la giurisdizione con prerogative ducali - ciò significa che di fatto il Patriarca si trovò investito anche dall’amministrazione temporale del territorio, - dei dominii compresi tra i fiumi Livenza ed Isonzo: prende corpo in questo momento, dunque, in modo ufficiale, lo Stato feudale dei Patriarchi di Aquileia, destinato a durare, tra alti e bassi, per circa quattro secoli.In questo periodo, Udine fu dotata di una prima cerchia di mura a protezione degli abitanti, ma fu durante il patriarcato di Bertoldo di Andechs (1218 - 1251) che la ricchezza della città si espresse con grande evidenza. Il Patriarca, riconoscendo la vivacità delle attività mercantili che si svolgevano in Udine, le concesse il diritto di istituire un mercato da tenersi a cadenze regolari (1223). Il mercato sorse sul piano sotto il colle del Castello (nel luogo che oggi si conosce come Mercato Vecchio); più tardi, seguendo lo sviluppo urbano, esso fu trasferito dove oggi si trova PIAZZA MATTEOTTI (o SAN GIACOMO) e fu detto Mercato Nuovo:

L’accresciuta importanza politico-economica di Udine è testimoniata dai contrasti che ben presto si accesero con Cividale del Friuli, sede ufficiale del Patriarca per quanto riguardava l’amministrazione politica dello Stato.Il contemporaneo sviluppo demografico, invece, è testimoniato dal progressivo ampliamento delle mura della città: nel 1260 fu edificata la seconda cinta muraria, nel 1280 la terza, nel 1318 la quarta e, tra il 1330 ed il 1440, la quinta.
Durante questi due secoli, dal XIII al XV, il consolidamento dell’egemonia di Udine sul territorio si manifestò anche attraverso la costruzione di edifici di grande prestigio religioso e politico. Fra i luoghi di culto ricordiamo: la chiesa di SAN FRANCESCO, per l’Ordine Minore (1266), la grandiosa opera del DUOMO (consacrato nel 1335; nel secolo successivo, venne affiancato dal campanile, 1430 - interrotto nel 1469; altezza: 48 metri) e la chiesa di SAN GIACOMO in Mercato Nuovo, per citare solo alcuni dei monumenti più importanti e suggestivi.Il patriarcato di Aquileia, nel 1420, venne conquistato dalla repubblica di Venezia, Udine divenne sede del Luogotenente veneziano, ed il prestigio chele derivò si tradusse nell’edificazione del Palazzo del Comune, su progetto predisposto dal grande orafo friulano Nicolò Lionello.Conosciuta oggi col nome di LOGGIA DEL LIONELLO, quest’opera di gusto ancora interamente gotico, nella quale riconosciamo, seppur in più modeste dimensioni, il fascino del Palazzo Ducale in Venezia, fu conclusa nel 1457. Nel 1511 un violento terremoto sconvolse la città: a seguito dell’evento sismico vennero riedificate la chiesa di Santa Maria del Castello ed il suo campanile, oltre che il castello, già minato alle fondamenta dal terremoto del 1348; il disastro del 1511 accelerò inoltre, la sistemazione urbanistica di PIAZZA CONTARENA (l’attuale PIAZZA LIBERTA’).

A quest’importante progetto parteciparono, nel corso del XVI secolo, artisti ed architetti rinascimentali di grande e consolidata fama: Giovanni da Udine fornì i disegni per la torre dell’orologio (1527 e anche 1547), per le fontane pubbliche e per le altre parti di edifici udinesi; Bernardino da Morcote (autore della ristrutturazione della chiesa di San Giacomo in Mercato Nuovo) progettò il bellissimo porticato della chiesa di San Giovanni (1533), concepito quale efficace contrappunto alla Loggia del Lionello; Jacopo Sansovino e Antonio Palladio (quest’ultimo poi architetto di palazzo Antonini, nel 1570 circa) realizzarono alcune modificazioni che sono purtroppo andate perdute a causa della costruzione dell’odierno palazzo municipale.Lo slancio artistico di Udine, nel corso dei secoli successivi, perse il suo vigore: la città non riuscì più ad esprimere artisti suoi, come furono Nicolò Lionello e Giovanni da Udine. Il ricorso ad artisti "stranieri", quasi esclusivamente veneziani, divenne consolidata abitudine. Ciò non toglie che, come nel caso di Sansovino e di Palladio, spesso la città scelse di rivolgersi ad artisti di indiscutibile prestigio. E’ questo, per esempio, il caso di Giovan Battista Tiepolo, che, tra il 1726 ed il 1728, affrescò le stanze del PALAZZO ARCIVESCOVILE.Come la vicenda artistica di Udine seguì da presso, del 1420 in poi, quella veneziana, così le sorti politiche della città seguirono quelle di Venezia: molestata dalle scorribande turche (1477 - 1499), coinvolta nelle guerre che videro opporsi a Venezia l’Impero Asburgico (1508 - 1514 e poi guerra di Gradisca, 1615 - 1617), Udine e l’intero Friuli vennero occupati, 1797, dalle truppe di Napoleone Bonaparte, vittoriose sugli Austriaci di Francesco II. Pochi mesi più tardi, però, Napoleone - frustrando le aspirazioni degli intellettuali,che confidavano nel condottiero francese quale garanzia della libertà e dell’indipendenza dell’Italia - cedette Venezia ed i suoi territori (Udine compresa) all’Impero Asburgico, in virtù degli accordi siglati a Villa Manin di Passariano (Trattato di Campoformido, 1797).Sull’onda dei moti liberali scoppiati in Italia nel 1848, anche Udine manifesta i suoi propositi di secessione dall’Austria, ma l’esito della rivolta non le è favorevole. L’indipendenza dall’Impero degli Asburgo e l’annessione al regno d’Italia giungeranno solo alla conclusione della Terza Guerra d’Indipendenza, nel 1866.La liberazione dei territori della Venezia - Giulia, rimasti in mano agli austriaci, tarderà fino al secolo successivo, quando la vittoria riportata nella Prima Guerra Mondiale (Udine è sede del Comando Supremo Italiano) riunirà definitivamente Gorizia e Trieste all’Italia:Infine, le province di Udine, Trieste Pordenone e Gorizia, dopo aver superato le drammatiche vicende legate alla Seconda Guerra Mondiale, si riunirono, nel corso del 1963, a formare la regione autonoma Friuli - Venezia Giulia.